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Inviato da: Gabriele Salari
28/08/2009 0.00

Questa volta voglio proprio vederlo l’orso marsicano.
Bisogna fare presto perché tra poco andrà in letargo ma questo è anche il momento migliore perché sta facendo incetta di bacche e di insetti per arrivare pingue e soddisfatto al lungo sonno invernale.
Di orsi ce ne sono 40, 50 al massimo, in tutto il parco nazionale d’Abruzzo, un’area vasta centinaia di ettari, per cui non è facile trovarli, anche se degli indizi li abbiamo.
Si fanno vedere sempre più, facendo razzia nei pollai, vicino ai paesi che si trovano nel cuore dell’area protetta, non lontano da Pescasseroli. Insieme ai miei amici, decidiamo di  effettuare un’escursione e Goffredo può portare sulle spalle suo figlio Matteo, di un anno. E’ lui l’esperto del gruppo, avendo studiato gli orsi dotati di radicolare per alcuni anni. Incontriamo molte tracce di orso lungo il sentiero, dalle pietre rivoltate agli escrementi che sono sicuramente opera loro.
Proseguiamo poi verso la cima del monte dove arriviamo alle sei del pomeriggio.
Puntiamo tutti i nostri binocoli e…avvistamento, avvistamento!
Goffredo ci invita ad abbassarci sotto la cresta altrimenti anche lui si accorgerà di noi.
E invece no, l’orso sta lì tranquillo a mangiucchiare le bacche di un cespuglio, poi si sposta in maniera irregolare, fa rotolare dei massi per mangiucchiare gli insetti che vi si trovano sotto.
Sembra averci fiutato a un certo punto ma per fortuna siamo sotto vento e non si accorge della nostra presenza. E’ buffo, con la parte anteriore color crema come se avesse una magliettina. “Sembra un panda!” dice Mariangela. Invece è solo un orso marsicano, in preda alla frenesia del trovare cibo. Si nasconde in una macchia, riappare. Lo diamo per disperso, lo rivediamo. Ci fa penare ma lo seguiamo a lungo prima che decida di buttarsi al di là del crinale dove non possiamo più osservarlo. Intanto si fa buio e dobbiamo rientrare alla base con le nostre torce per vedere dove mettiamo i piedi. E’ una bellissima notte stellata e dopo l’orso concludiamo i nostri avvistamenti con l’orsa. Orsa maggiore ed orsa minore. Anche se è la stella polare a segnare il nostro cammino e la costellazione di Andromeda che ci fermiamo ad osservare più volte incantati.
Una stella cadente si fa vedere ed esprimiamo il nostro desiderio: tornare al più presto a vedere l’orso e magari che scoprire che non sono più 50 come dicono gli scienziati ma 100.
Lunga vita all’amico orso!
( Una versione più articolata uscirà sulla rivista di natura per ragazzi “L’Orsa”)

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