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Inviato da: Gabriele Salari
06/09/2009 0.00

Quando lavoravo a Greenpeace ricordo una campagna di notevole impatto mediatico in cui diffondemmo le immagini dei ghiacciai di tutto il mondo, mostrando com’erano 50 anni fa e come si sono ritirati oggi a causa del cambiamento climatico. Questa settimana sono stato in Svizzera e ne ho visitati alcuni, tra cui quello del Rodano, poco sopra alle sorgenti del fiume che attraversa Svizzera e Francia per 800 chilometri.
Fa davvero impressione vedere l’hotel Belvedere, costruito agli inizi del Novecento, che all’epoca affacciava proprio sul ghiacciaio, come documentano le cartoline che vi sono ora in esposizione.
Attualmente è distante alcune centinaia di metri. Lo spettacolo è desolante, sembra la visita a un malato terminale, al ghiacciaio che muore, ma è importante compierla questa visita perché sembra che nel giro di 50 anni non ne rimarrà traccia. Molti altri ghiacciai, ritirandosi, fanno sì poi che il confine si sposti e, ahimè, a vantaggio degli svizzeri che guadagnano ogni anno qualcosa come 40 metri di territorio italiano. Le marmotte che abbiamo incontrato lungo il sentiero col loro fischio sembrano dirci questo: sbrigatevi, non c’è tempo da perdere!

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