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Inviato da: Gabriele Salari
16/10/2009 0.00

Al quartiere Flaminio, a Roma, in questo periodo le minacce ambientali non finiscono mai. Per mettere in sicurezza l'amianto che ricopre alcune caserme di via Guido Reni, anziché rimuoverlo lo “fisseranno”. Perché questo, si domanda su Metro la giornalista Stefania Divertito, quando sarebbe più semplice, sicuro e neanche più costoso rimuoverlo?
Le fibre d'amianto, si sa, sono pericolose quando volano nell'aria. Come mai non è stato ancora comunicato agli abitanti del quartiere che nei giorni dal 2 al 6 novembre avverrà quest'operazione e che quindi sarebbe meglio chiudere le finestre ed evitare di passeggiare vicino le caserme?
Anche questa domanda se la pone la Divertito che ha appena pubblicato per “Edizioni Ambiente” un bel libro inchiesta sull'amianto. La cosa bizzarra è che se alcune mamme della vicina scuola “Villa Flaminia” non protestavano quell'amianto sarebbe rimasto sui tetti chissà quanto.
Eppure di morti per asbestosi ne abbiamo avuti abbastanza e un piano serio e adeguato per rimuovere l'amianto  in tutti i siti a rischio andrebbe approntato e non dovrebbero servire le rivolte dei genitori su Facebook. La scuola “Villa Flaminia” è in viale del Vignola dalla fine degli anni Cinquanta. Dal 2007 attende che venga completata l’opera di bonifica - iniziata con un primo stanziamento di 200 mila euro dell’allora governo Prodi - dei 24.000 metri quadri di amianto che coprono l’ex caserma di via Guido Reni. La struttura è a meno di 15 metri dall’edificio scolastico, e le famiglie sono molto preoccupate e forse solo per i numerosi figli di vip una parziale soluzione positiva sta arrivando. Ma è l'ora di dire davvero basta all'amianto.

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