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Inviato da: Gabriele Salari
20/10/2009 0.00

Non tutta la Campania è sommersa dai rifiuti. Salerno, ad esempio, con i suoi 140 mila abitanti, è arrivata in soli due anni, grazie alla raccolta “porta a porta” al 73% di raccolta differenziata, partendo da un misero 13%. Di questo modello ha parlato Saturno Illomei del Conai nel corso di un seminario di formazione professionale tenutosi lo scosro fine settimana a Jesi (Ancona), al quale ho partecipato. Il titolo era “Ambiente ed energia, aggiornare gli uffici stampa” e questa è stata solo una delle buone notizie che sono state date. Ma è la dimostrazione che si può fare raccolta differenziata con enorme successo anche al sud e che non servono grandi investimenti ma solo una reale volontà politica ed uno sforzo di comunicazione. A Salerno degli operatori sono entrati in tutte le scuole per spiegare perché conveniva a tutti separare i rifiuti e il messaggio è passato dai ragazzi alle famiglie. Anche un sano campanilismo (lo slogan della campagna era “Salerno si differenzia”) ha aiutato. Un focus verrà presentato nei prossimi giorni alla Fiera di Rimini, ad Ecomondo.
Jesi, intanto, mi ha lasciato uno splendido ricordo di una cittadina a misura d'uomo e il B&B nel quale ho alloggiato, scelto davvero a caso, aveva misure di risparmio energetico e un simpatico “inquinometro” sul comodino per calcolare il proprio impatto sull'ambiente!

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