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Inviato da: Gabriele Salari
21/12/2009 0.00

Rientrando da Copenhagen e dalla delusione lo sguardo torna sui platani di piazza Gentile da Fabriano, a Roma, che alcuni comitati cercano di salvare. Saldano bene dunque le due battaglie, quella globale e quella locale, le parole di Michele Serra su Repubblica di ieri:
“Chiunque di noi ha almeno un albero nel cuore e nella memoria. Ne conosce la sagoma, la fisionomia estiva e quella invernale, l' ombra, il colore, il rumore della chioma quando è battuta dal vento. Ogni albero è un individuo. Le impressionanti, dolorose campagne contro la deforestazione sono costrette a fare leva sullo sterminio di massa, sul crimine ambientale, sui colpi durissimi inflitti all' ecosistema per fare posto ai pascoli, che sono la fabbrica dei nostri hamburger. Ma ogni albero è un individuo, ogni albero è quell' albero. Milioni di alberi distrutti non sono solamente una gigantesca biomassa che scompare. Sono singole vite, quasi tutte destinate dalla natura a durare molto più a lungo della vita umana, che vengono cancellate per avidità e per stupidità, due tare umane (non vegetali) spesso convergenti. Ognuno pensi al "suo" albero, quando pensa alle foreste amazzoniche rase al suolo, e capirà meglio l' entità e la qualità di quello sterminio”.
E grazie anche a Luìs Sepulveda, Carlin Petrini e Paolo Rumiz che ieri hanno scritto parole altrettanto belle sulle sfide ambientali nelle stesse pagine di Repubblica.

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