I miei libri
Cerca nel blog
Links
Blog
Blog

Inviato da: Gabriele Salari
26/01/2010 0.00

Ancora morti annunciate in cronaca. Haiti, bastava un soffio di vento per far crollare quelle costruzioni poverissime. A Favara, giustamente l'arcivescovo si è rifiutato di celebrare quei funerali.
Il proprietario della palazzina crollata, da tempo emigrato in Germania, è stato rintracciato a fatica dopo giorni. Come scrive su “La Stampa” Laura Anello, “circostanza che avvalora l'ipotesi di una sorta di racket dell'affitto in nero, di un giro di intermediari che offrono le case abbandonate a poveri ed extracomunitari. E che rivela la desolazione di una città abbandonata a se stessa, senza padroni”. Eppure, e qui sta il rovescio della medaglia, per Favara – ma aggiungo io, vale anche per Haiti - “il paese sembra risorto di colpo dall'incantesimo dell'indifferenza e del silenzio”
Vale la pena dunque aiutare chi, in queste situazioni, si mobilita. Ad Haiti sono in tanti.
Segnalo, tra le tante Ong, la Comunità di Sant’Egidio. Una prima delegazione è arrivata a tre giorni dal sisma, portando acqua potabile, cibo, generi di prima necessità, che sono stati immediatamente distribuiti, insieme alla Comunità di Sant’Egidio haitiana, nei quartieri dove da tempo la Comunità aiutava i bambini con la Scuola della Pace. Una seconda delegazione, da lunedì 25 gennaio, ha iniziato a distribuire ancora aiuti di emergenza e soprattutto tende, tanto necessarie in un momento di forti piogge. La presenza dei giovani haitiani della Comunità assicura una distribuzione capillare ed efficace. A 7 chilometri dal centro c’è la scuola Lakay Mwen - frequentata da circa 1500 bambini e ragazzi - che la Comunità sostiene da anni con le adozioni a distanza. Nello stesso complesso sorgevano anche delle casette che ospitavano qualche decina di anziani. L’edificio è gravemente lesionato: oggi bambini e anziani sono rifugiati sotto un tendone e hanno bisogno di tutto.

Tags:

Nome:
Titolo:
Commento:
Aggiungi Commento    Annulla  
Tweet