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Inviato da: Gabriele Salari
30/01/2010 0.00

Oltre a “L'uomo che verrà” di cui ho parlato in un post mesi fa (grazie al motore di ricerca qui accanto a sinistra si può ritrovare), un film che va visto in queste settimana al cinema è “Up in the air” ovvero “Tra le nuvole”, dello stesso regista di “Juno”, altra originale pellicola che venne premiata alla Festa del Cinema di Roma.
E'  un film romantico, che fa riflettere sulla società e i costumi, ha una connotazione (anti)ecologica. Andiamo con ordine. E' la storia di un uomo che va in giro per gli Stati Uniti a licenziare persone per lavoro (e guardate le facce e le reazioni dei licenziati!) e così facendo a 45 anni non ha una famiglia e neanche una casa. Vive in una stanza di hotel, tanto passa 320 giorni su 365 in viaggio.
Sempre in aereo, tra le nuvole. Quando il pilota gli chiede infatti di dove sia risponde “sono di qui”.
George Clooney dovrà scendere a terra per via della crisi economica. Tagli anche nel suo caso, meno voli. E qui il discorso ecologico, nessuno pensa a cosa significhi quella vita in termini di emissioni di gas serra e nel film manca anche un velato accenno che non sarebbe stato sbagliato.
George a questo punto si innamora, forse per la prima volta della sua vita. Ma è troppo tardi.
Riscoprirà però il valore della famiglia, lui che aveva visto la sorella sì e no due volte.
Ultima avvertenza: il film è da gustare rigorosamente in lingua originale, altrimenti alcune battute si perdono. Un esempio? La hostess offre ripetutamente una lattina a George ma lui la guarda senza capire. Lei domanda “do you want a can sir?” e lui continua a capire “do you want a cancer?”.
Semplicemente intraducibile. Bravo George, bel film!

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