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Inviato da: Gabriele Salari
17/02/2010 0.00

Ilaria Capua: l'influenza A può ancora mutare, dobbiamo prepararci
GABRIELE SALARI (da La Stampa, di oggi)
Hanno 8 geni, abbastanza per seminare il caos. Possiamo paragonare i virus a una squadra di calcio di 8 giocatori: prevedere come si comporteranno è come fare una previsione sul campionato, quando si è nella fase del calciomercato. Utilizza questa metafora Ilaria Capua, virologa dell'Istituto zooprofilattico delle Venezie, per spiegare l'imprevedibilità di microrganismi che, come l'H1N1, hanno un genoma misto, di origine suina, umana e aviaria.
Passati gli allarmi mediatici, l’Oms continua a temere che il virus dell'influenza A si mescoli con quello dell'aviaria, l’H5N1, ed esca dalla ricombinazione molto più pericoloso: la mortalità salirebbe al 30-50%, mentre oggi si resta appena allo 0,002%, bassissima, inferiore a quella di un’influenza di stagione. «Non possiamo dire se ci sarà davvero l'ibridazione, creando un virus chimera - spiega -. Può succedere, tanto più c'è circolazione dei due virus parentali».
«Science» l’ha definita uno dei cervelli più originali del momento ed è stata lei la prima ad avere identificato nel 2006 il corredo genetico dell'aviaria in Africa. E' ancora lei che si è rifiutata di trasferire le informazioni al Los Alamos National Laboratory, come le chiedeva l'Oms, optando per la più democratica GenBank. E così ha contribuito a un modo nuovo di lavorare, l'«open source», basato sulla condivisione della ricerca (un tema su cui è intervenuta al Festival delle Scienze di Roma): e quale migliore esempio di condivisione è il database Gisaid (www.gisaid.org) che Ilaria Capua ha promosso per contenere le sequenze geniche dei virus influenzali, animali e umani, forte dell'appoggio di 70 virologi e di 6 Nobel?
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