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Inviato da: Gabriele Salari
01/10/2010 14.34

Dopo circa 30 anni la Rai indice un concorso per l’assunzione di giornalisti professionisti con contratto a tempo determinato nelle 19 sedi regionali Rai. Il primo concorso a cui molti giornalisti della mia generazione potrebbero partecipare. Peccato che se andiamo a leggere il bando sono esclusi i residenti nel Lazio - unica regione esclusa – e i nati prima del 1 luglio 1974.
Come rilevato da più parti (Ordine dei giornalisti, associazioni di consumatori, etc…) ci sono numerose anomalie nel bando. La prima consiste nel fatto che il bando pubblico doveva essere a carattere nazionale, e non regionale. Doveva, cioè, essere aperto a tutti i giornalisti professionisti residenti in qualsiasi Regione senza alcuno sbarramento geografico.
A conferma di questo, nella domanda si possono indicare due sedi regionali per le quali ci si candida, quindi perché escludere i nati nel Lazio?
Altro aspetto molto controverso è la richiesta della data di nascita successiva al 30 giugno 1974. Anche questa clausola appare illegittima per il Codacons che minaccia un ricorso al Tar del Lazio perché l'art. 3, comma 6, della legge n. 127/1997, stabilisce che l'assunzione ai pubblici impieghi non è più soggetta a limiti di età, salvo il caso di deroghe previste da regolamenti delle singole amministrazioni per esigenze particolari. Insomma, nel settore pubblico il limite d'età è saltato da diversi. Ma la Rai è un'impresa pubbica? Sì, hanno risposto le sezioni unite civili della Cassazione con sentenza n. 10443 del 23 aprile 2008. La Rai infatti è impresa pubblica sotto forma societaria, perchè lo Stato ha una partecipazione rilevante in essa, detenendone la maggioranza del capitale e conservando ancor oggi, a mezzo della Commissione parlamentare di vigilanza, il potere di nominare i sette noni del suo consiglio di amministrazione.

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2 commenti...

Re: NON HO L’ETÀ

E' uscita un'Ansa che dice:
La Rai deve accettare, seppur con riserva e almeno fino al prossimo 7 ottobre, la domanda di partecipazione al bando di selezione per giornalisti anche di un giovane residente nel Lazio. È questo l’effetto della decisione del presidente della III sezione ter del tribunale amministrativo, Italo Riggio, che ha accolto provvisoriamente la richiesta di un giovane giornalista professionista romano, impossibilitato a inoltrare la domanda di partecipazione alla selezione, per via telematica, in quanto la modulistica informatica predisposta dall’azienda televisiva non consente la spedizione del documento nel caso in cui il concorrente non ha la residenza nella regione in cui dovrà svolgere l’attività lavorativa (nel bando, tra le regioni, non è contemplato il Lazio). Già fissata al prossimo 7 ottobre l’udienza di discussione del ricorso davanti al Tar in composizione collegiale. Il presidente della III sezione ter, nell’accogliere la richiesta del ricorrente, ha ritenuto di disporre «in via provvisoria – si legge nel decreto – l’ammissione con riserva del ricorrente alla procedura selettiva in questione, con obbligo per l’amministrazione di rimuovere il blocco informatico che impedisce l’invio della domanda di partecipazione ovvero di ritenere utilmente prodotta la domanda già presentata dall’interessato in versione cartacea, mediante utilizzo del ‘form on-linè» predisposto dalla stessa Rai. Questa decisione potrebbe dare spazio a una serie di ulteriori ricorsi di giornalisti che non potrebbero partecipare al concorso in quanto residenti nel Lazio; anche qualora manifestassero la disponibilità allo spostamento in altre regioni. (ANSA)

Da 1862472@aruba.it a   01/10/2010 16.06

Re: NON HO L’ETÀ

lo snodo giuridico fondamentale (a prescindere da quanto deciderà nel merito il TAR su questo specifico ricorso) è quello relativo alla giurisdizione: in materia di modalità per l'assunzione di giornalisti da parte della RAI è competente il giudice amministrativo o quello ordinario? Prevale la natura pubblicistica o privatistica della RAI? E' probabile che la RAI cercherà - come fatto in passato - di risolvere a suo favore la questione chiedendo alla Cassazione di stabilire che questa è materia del giudice ordinario (e pertanto il TAR non è competente).

Da Paolo a   01/10/2010 16.10

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