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Inviato da: Gabriele Salari
15/02/2011 17.09

Pedalo verso Palazzo Madama, posteggio al solito palo, sotto la garitta dei Carabinieri.
C'è uno strano silenzio stamattina nel palazzo. Per cercare la sala Nassirya, dove si svolge una conferenza stampa sulle rinnovabili sbaglio strada almeno sue volte, prima di essere soccorso da un collega di un'agenzia di stampa. Finisco prima al bar (tutte le strade portano al bar nei palazzi) e poi dal tabaccaio dove un'oscuro senatore paga le sigarette tirando fuori una mazzetta da 50 e da 100. Non sapevo si usasse ancora portare il contante così.
Anche al bar e al tabaccaio c'è silenzio e attesa. Di lì a poco arriverà la notizia del rinvio a giudizio del presidente del Consiglio.
Intanto in sala stampa (si chiamava così prima di essere intitolata ai caduti di Nassirya) un senatore del Pd e il direttore di Legambiente si affannano a spiegare agli intervenuti cosa pahiamo davvero nella bolletta elettrica e si scopre che di energia vera e propria c'è solo il 30% d quanto sborsiamo. Fuori del Senato un gruppo di liceali friulani si appresta a entrare nel Palazzo e non sanno che è una giornata particolare. Si fanno gli auguri a vicenda per San Faustino, festa dei single, ma oggi bisognerebbe fare gli auguri all'Italia.
Pedalo fino alla casa del presidente e c'è una discreta folla fuori ad aspettarlo. Un automobilista trova il tempo di sbraitare perchè pedalo contro mano. Intanto si affastellano tanti pensieri nella testa. Dal corsivo di Barenghi su "La Stampa" di qualche giorno fa, a proposito dele dimissioni di Mubarak: "Dimissioni. Dopo lo zio il papi?". Al bellissimo libro del quasi nobel Ismail Kadahrè, "I tamburi della poggia". Tanti auguri Italia!

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