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Inviato da: Gabriele Salari
14/03/2011 12.04

Ho passato venerdì e sabato a scrivere per la carta stampata e il web dell'incubo nucleare in Giappone e oggi bisognerà capire che succede in questi reattori che hanno ormai l'impianto di raffreddamento ko. Come faranno a farli ripartire? E' stato scongiurato davvero il rischio di fusione? Una lezione da trarre è che, 25 anni dopo Chernobyl, bugie e reticenze che da sempre circondano gli incidenti atomici continuano senza sosta, con l'autorità nucleare francese che confuta quello che dicono i giapponesi, i tedeschi che pure dicono la loro, etc etc..
E poi, alla faccia del “principio di precauzione”, la centrale con più problemi aveva 40 anni e doveva essere smantellata di lì a poco. Ma a che gioco giochiamo? Possibile che ogni tragedia è sempre la stessa storia. Ricordo che anche la petroliera Prestige che si aprì in due di fronte alle coste della Galizia doveva fare l'ultimo viaggio e poi essere smantellata. Ma non impariamo mai nulla dalle lezioni del passato? Dall'atteggiamento composto dei giapponesi dopo il sisma, frutto del confucianesimo e della loro millenaria educazione, qualcosa possiamo imparare su come ci si comporta DOPO una catastrofe, ma è il prima che ci interessa e lì servirebbe che l'uomo fosse più umile di fronte alla natura, senza continuare nella sicurezza che l'atomo è stato domato è che se c'è stato questo disastro è perché la tecnologia era antiquata. L'umiltà se l'uomo non ce l'ha non se la può dare, verrebbe da dire con Manzoni. Sarebbe utile però che i capi delle varie confessioni religiose su questo punto insistessero perché è la sfida umana e spirituale di questo millennio. 

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