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Inviato da: Gabriele Salari
13/04/2011 10.41

Quando esattamente un mese fa, a Roma, a tavola con un industriale gli dicevo che  l’incidente nucleare di Fukushima era paragonabile a Chernobyl sembrava un'eresia ma ora anche il governo giapponese lo ammette. ”La storia dell’industria nucleare è macchiata di silenzi. Sia in Giappone che altrove, l’industria nucleare ha di nuovo cercato di minimizzare il rischio sulle popolazioni colpite da questa tragedia e solo dopo un mese accetta di riconoscere la gravità di quest’incidente: il massimo nella sua scala. – afferma Thomas Breuer, direttore della campagna Energia e Clima di Greenpeace Germania - Tuttavia, il peggio non è ancora passato e mentre si cerca di riportare il reattore sotto controllo potrebbero essere rilasciate ancora molte radiazioni”.
I dati sulla radioattività dispersa nell’ambiente a Chernobil sono ancora controversi. L’Aiea tende a minimizzare ma una stima attendibile (riportata da “Le Scienze”!) parla di 90 milioni di Curie. Per farsi un’idea di che significa, 90 milioni di Curie sono circa cento volte la radioattività delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Credo che queste informazioni dovrebbero passare sugli schermi di stazioni e aeroporti, sul rullo delle notizie dei tg se vogliamo che la gente sia informata e che vada a votare al referendum tra meno di due mesi. Questa volta, rispetto a Chernobyl, visto che possiamo continuare a mangiare insalata e funghi e bere latte, sembra che la gente non avverta il problema sulla propria pelle e rimanga indifferente.

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