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Inviato da: Gabriele Salari
10/05/2011 12.17

Si parlerà anche del monte Subasio al Salone del libro di Torino, che si apre dopodomani.
Giovedì 12 maggio (ore 15,30 – stand Regione Umbria), l'Associazione editori umbri ospita infatti un incontro con Gabriele Salari, autore di “DIARIO UMBRO – un anno sul monte Subasio tra santi, lecci e poeti” (Edizioni Era Nuova).
“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti” scriveva Cesare Pavese.
Sul filo di sensazioni, ricordi ed esperienze Salari verrà intervistato dal giornalista de La Stampa Carlo Grande, scrittore e giornalista de La Stampa, autore de "La via dei lupi". Sarà un'occasione per un confronto tra Alpi e Appennini, per parlare dell'Umbria, di lupi e di temi di attualità come l'acqua, l'ambiente, le aree protette.
DIARIO UMBRO è una raccolta di spigolature umbre, scritte per gli umbri e per tutti coloro che amano e visitano questa terra. Si parla dell’Umbria, ma a volte il discorso parte dal microcosmo per spostarsi al macrocosmo, rappresentato dall’Italia, dal mondo o dalla vita che conduciamo. 
Come scrive Fabrizio Carbone nella presentazione: “Il diario di Gabriele è ossigeno e serenità. E' una puntigliosa ricostruzione di quella fetta di Umbria tra Assisi e Spello, Bevagna, Montefalco, il Subasio, i Sibillini, colpita da un terremoto che fece crollare la basilica di Francesco, che uccise e sconvolse la vita di una grande massa di persone civili che, finite le scosse, ripresero subito a vivere con dignità esemplare, rimboccandosi le mani, ricominciando magari da zero. E allora il Diario Umbro e' anche una guida, sicuramente una guida di quelle ben fatte che annotano tutto e che ti spingono ad andare a visitare quel borgo, quella chiesetta, quel convento, quella valle.” 
Anche Luca Mercalli, il metereologo di Che tempo che fa, presentandolo in televisione ha detto: “L'ho scelto perché racconta bene la vita quotidiana nell'Appennino partendo dai giorni tragici del terremoto in Umbria”.

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