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Inviato da: Gabriele Salari
24/05/2011 17.29

Nell’ambiente si diffondono sempre di più sostanze che interferiscono negli equilibri ormonali e riproduttivi di persone e animali. Ma c’è un legame tra inquinamento ambientale e infertilità? La placenta può proteggere il bambino dalla trasmissione madre-figlio degli agenti inquinanti? Un ambiente tutelato è davvero in grado di favorire la salute dell’uomo garantendo una migliore qualità di vita? Nell’ambito del mese delle Oasi WWF, giovedì 26 maggio a Popoli (Pescara), verranno presentati i primi risultati di “PREVIENI”, uno studio sulla trasmissione delle sostanze chimiche tossiche e i loro effetti sulla fertilità, la salute e le specie animali, condotto dal WWF con l’Istituto Superiore Sanità, il Dipartimento Salute della Donna e Medicina del Territorio-Università Sapienza di Roma/Ospedale Sant’Andrea e l’Università di Siena, promosso e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Al centro dello studio, da un lato un campione di 250 coppie affette da infertilità e 10 coppie madre-figlio, dall’altro gli animali che abitano l’ambiente protetto di due Oasi abruzzesi del WWF.
Avrò il piacere di moderare il convegno a cui partecipano Alberto Mantovani dell’Istituto Superiore di Sanità, Eva Alessi del WWF Italia, Cristiana Guerranti dell’Università degli Studi di Siena, Cinzia La Rocca dell’Istituto Superiore di Sanità, Donatella Caserta dell’Università degli Studi di Roma “Sapienza”, Michele Amorena dell’Università degli Studi di Teramo. Saranno presenti Carlo Zaghi del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il sindaco di Popoli, gli assessori regionali e provinciali ai Parchi e all’Ambiente e la presidente del WWF Abruzzo. 

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