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Inviato da: Gabriele Salari
01/06/2011 9.12

Vorrei essere orgoglioso di essere italiano più di quanto lo sono. Vorrei che questo Paese credesse nella cultura senza che i laureati debbano andare a cercare lavoro all'estero.
Ho visto, pedalando su via dei Fori Imperiali, l'allestimento che veniva fatto per la parata di domani.
Mi sono ricordato di quello che proponeva Antonio Cederna inascoltato, di eliminare questa strada e portare alla luce quella parte dei Fori che giace sotto l'asfalto. Potremo anche fare a meno delle sfilate militari se crediamo che l'Italia ripudia la guerra e che la cultura, la storia e l'arte sono il nostro tesoro da valorizzare. Vorrei essere orgoglioso di essere italiano anche per l'attenzione alla salute a all'ambiente, altri valori tutelati dalla Costituzione.
Invece in questi giorni si assiste a una santa alleanza tra ministero dell'ambiente, lavoratori, aziende e Chiesa. Cosa li unisce? La protesta contro una sentenza che ha bloccato la conversione al carbone della centrale di Porto Tolle, nel Delta del Po. Uniti quindi non a difesa dell'ambiente e della salute, ma del lavoro, con una contrapposizione che non dovrebbe esistere. La salute viene prima, senza pensare ai raccoglitori di vongole del Delta e ai tanti altri che vedono il loro lavoro minacciato da una possibile conversione che di pulito ha solo l'ossimoro con cui viene chiamato il combustibile, carbone pulito per l'appunto.

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