I miei libri
Cerca nel blog
Links
Blog
Blog

Inviato da: Gabriele Salari
27/02/2009 0.00

Sul calendario di Greenpeace appeso al muro scopro che oggi è “la giornata dell’orso polare”. Ignoro chi l’abbia proclamata e perché, ma se serve ad attirare l’attenzione sul simpatico plantigrado ben venga. Gli scienziati ci dicono che la temperatura della regione artica sta aumentando molto più rapidamente del previsto, circa due volte di più del resto del pianeta.
Per la prima volta ascoltiamo previsioni relative ad un Artico senza ghiaccio non tra centinaia di anni, ma tra 70.
La calotta artica raffredda l’atmosfera del pianeta, regola le correnti oceaniche, tra le quali la Corrente del Golfo e rappresenta il 5 per cento delle riserve mondiali d’acqua dolce. L’orso polare dipende dal ghiaccio per la propria sopravvivenza. Quando il ghiaccio si ritira d’estate, aspetta il suo ritorno per spostarsi e cacciare.  Se aumenterà il periodo in cui l’Artico rimane senza ghiaccio, diventerà problematico per le femmine di orso polare accumulare abbastanza grasso per affrontare una gravidanza.  Negli ultimi vent’anni, il ghiaccio si è ritirato del 5 per cento e lo spessore è diminuito del 30 per cento: l’orso polare ha perso così circa due settimane di caccia. La morte di un orso polare veniva pianta anche per una settimana dagli Inuit ma ora con il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci rischiamo di piangere tutti noi la scomparsa della specie. Sull’orso bianco ho scritto un articolo nel numero di questo mese della rivista per ragazzi L’Orsa.

Tags:

Nome:
Titolo:
Commento:
Aggiungi Commento    Annulla  
Tweet