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Inviato da: Gabriele Salari
10/08/2011 13.00

Mi ha colpito, sulla rivista “Rocca” - edita dalla Pro Civitate Christiana di Assisi - una riflessione di Tonio Dell'Olio: “...noi lo sappiamo che è il sogno che trasporta il mondo sempre un po' più in là. E questo nostro mondo rischia di restare fermo, di non rischiare più il nuovo, di non sporgersi oltre. I sogni (dei giovani e degli adulti) sembrano fermarsi alla soglia delle ricevitorie del lotto”.
Qui ci sarebbe da aggiungere che mai come ora gli italiani giocano ai giochi d'azzardo, diventandone dipendenti e dilapidando patrimoni, e lo Stato fa la sua parte nell'incoraggiare questa malattia.
“Sono sogni fatti di cose e non di ideali. Per questo abbiamo una sete infinita di sogni diurni e mete lontane. Molto più in là delle crociere...da sogno. I giovani che non sognano più sono il termometro degli individualismi gretti con cui misuriamo ogni cosa. Per questo io sogno il risveglio del sogno che pure abita nell'anima di ogni persona e vede ciò che non è visibile agli occhi. Sogno i giovani che tornino a sognare un mondo migliore per tutti.

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