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Inviato da: Gabriele Salari
25/08/2011 14.08

Dopodomani, venerdì, ad Assisi, in piazza del Comune, nell'ambito di Oicos Festival, parlo sul tema
"Belpaese da salvare. Come difendere la natura ed essere felici". Una delle equazioni che vorrei sottolineare è quella che un paesaggio preservato porta turismo che porta occupazione.
Bene ha detto Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano in un'intervista che mi ha rilasciato per il libro “Un'Italia diversa” (in uscita a ottobre per Gribaudo):
“Quanto al turismo, emerge un ruolo importante di manutentore del territorio che esso può rivestire, in particolare in ambito rurale e montano. Diventa un fattore decisivo per “prendersi cura del paesaggio” e per il mantenimento dell'appeal del territorio. Il turismo diventa una modalità per distribuire localmente ricchezza, preservare identità e presidi umani in territori altrimenti a rischio spopolamento. Si tutela il territorio attraverso la multifunzionalità, penso all'azienda agricola che diventa agriturismo e quindi strumento di controllo e manutenzione.
Il problema è che la tutela del paesaggio deve diventare un valore condiviso. Altrimenti accade come per l'inquinamento, che ci viene la bronchite ma non diamo la colpa alle automobili.
E l'abusivismo edilizio aumenta perché non viene percepito come disvalore e i controlli sono quelli che sono. Sviluppare la condivisione, invece, significa mettere in moto dei comportamenti virtuosi e si ottengono risultati incredibili senza eccessive risorse. I parchi nazionali che funzionano sono quelli in cui gli abitanti ci credono e li difendono a spada tratta perché ne vedono i benefici, in termini di turismo e occupazione”.

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