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Inviato da: Gabriele Salari
09/12/2011 14.38

Immaginate un film molto colorato e con una colonna sonora evocativa, che vi trasporta in un mondo fantastico, vi distende e vi accarezza. Pensate però di essere costretti a vedervi la pellicola non a casa distesi sul divano, ma in un'affollata stazione ferroviaria. Il film rimane bello, ma il godimento non tanto. Questo è quello che accade in molte aree naturali del nostro Paese che si trovano a ridosso del tracciato autostradale. La riserva naturale regionale Tevere Farfa, la prima a nascere nel Lazio nel lontano 1979, è una di queste, trovandosi sulla A1, in prossimità dell'uscita di Fiano Romano, la prima a nord di Roma.
Ci sono stato ieri mattina e in alcuni punti il rumore di sottofondo del traffico è a tratti imbarazzante e non consente di godere del canto dell'usignolo di fiume che si ascolta con facilità o del verso del martin pescatore che ho visto gettarsi come un fulmine nell'acqua e risalire con un pesce nel becco.
Il sentiero, poi, è attualmente bisognoso di manutenzione e alcuni capanni sono chiusi per problemi di sicurezza, cadono a pezzi e i soldi non ci sono.
Della necessità di assicurare fondi ai parchi ho parlato ieri sera, ospite a Rainews 24. Non è questa la green economy di cui tanto si parla? Abbiamo un patrimonio che potrebbe generare flussi turistici molto maggiori e non possiamo lasciarlo andare in rovina. Un euro investito bene nel turismo naturalistico ne porta almeno il doppio, oltre ad assicurare la tutela di un bene prezioso.

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