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Inviato da: Gabriele Salari
27/12/2011 11.18

L'Italia è una e indivisibile. E quando esce il numero “1” tutti si alzano in piedi e cantano l'inno d'Italia. E' successo questo nelle mie tombolate natalizie in famiglia, come anche di servire verdure bianche, rosse e verdi (rape, cavolo rosso e borragine) per celebrare i 150 dell'Unità d'Italia.
Un anniversario che è stato ricordato con belle iniziative qua e là per lo Stivale, anche se il tricolore è rimasto nel cassetto. Solo a Torino, prima capitale d'Italia, quando sono andato per il Salone del Libro, ho visto tante tantissime bandiere alle finestre.
Per me è stato comunque l'anno dell'Italia, nella vita personale e nel lavoro. Nella prima, perché fino a un anno e mezzo fa sembrava che sarei potuto andare a vivere in Nord Europa, nel secondo perché è appena uscito il mio libro “L'Italia diversa” e sto terminando di scrivere “101 paradisi naturali da vedere in Italia”. Per il 2012 auguro a tutti noi che prevalga sempre più l'Italia solare di Jovanotti, Littizzetto e Benigni, quella democratica di Giorgio Napolitano (uomo dell'anno per Famiglia Cristiana e per L'Espresso, i due gruppi editoriali con cui lavoro), quella accogliente ancora una volta prefigurata dal nostro presidente della Repubblica e dal neoministro Andrea Riccardi. La legge per la cittadinanza ai bimbi nati in Italia figli di stranieri, sollecitata da Napolitano, deve andare avanti. E naturalmente auspico L'Italia “diversa” sempre più vivace e attiva, quella ovvero del volontariato che manda avanti il Paese in questa fase difficile ma che non deve sostituirsi allo Stato che sempre deve fare la sua parte. Sono migliaia i volontari del Touring Club, tanto per citare un'associazione valida, che tengono aperte chiese e luoghi d'arte a Milano e da poco anche a Roma e Napoli. Una bella iniziativa che ci ricorda quanti tesori abbiamo e che non curiamo, anche da lì deve ripartire l'orgoglio di essere italiani.
Qualunque cosa ci riservi il nuovo anno, si è da poco conclusa una fase politica che ci ha segnato a lungo, quella che Elle Kappa, in una
vignetta di un anno fa  descriveva amaramente così: “L'Italia ha 150 anni” e l'interlocutore rispondeva: “Ma il premier la utilizza come
fosse una minorenne”. Auguri Italia! Buon 2012!

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