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Inviato da: Gabriele Salari
07/02/2012 18.17

Il principio del “chi inquina paga” è sacrosanto, ma tradotto come “chi paga può inquinare” non può valere. Comprare i diritti a inquinare è un meccanismo pericoloso dal punto di vista filosofico.
Ha un valore il sistema di mercato delle emissioni di gas serra, se serve a drenare risorse per ridurre l'inquinamento in atto. Un altro esempio è quello del ticket per entrare nel centro cittadino, come ha fatto il sindaco Livingstone a Londra e ora Pisapia a Milano.
Anche in quel caso ci sentiamo legittimati a passare col Suv sotto il Castello Sforzesco perché abbiamo pagato. Si può discutere se sia giusto o meno, ma certamente quelle risorse recuperate possono essere preziose per potenziare il trasporto pubblico e comunque si riduce il traffico all'interno dell'area a pedaggio.
Più scandaloso mi pare sia la situazione romana dove il centro storico, tra i più preziosi al mondo, è chiuso solo parzialmente alle
auto, sia come superficie che come orari, lasciando così che i monumenti di travertino bianco vengano affumicati con regolarità per
poi essere restaurati con costi spaventosi per la collettività, senza pensare ai polmoni dei romani. Ci pensavo in questi giorni, camminando
per Roma, imbiancata come mai. Bianca la neve, bianco il travertino dei marciapiedi nuovi di zecca, bianco il marmo dei monumenti
restaurati, ma neri la gran parte dei monumenti e delle chiese.
Com'è possibile che il Colosseo sia ancora ridotto a una semi rotatoria automobilistica come negli anni Cinquanta? Antonio Cederna,
che aveva proposto la realizzazione del parco archeologico dei Fori, facendo emergere il tratto dei Fori “tombato” da Mussolini sotto via
dei Fori Imperiali si starà rivoltando nella tomba!

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