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Inviato da: Gabriele Salari
28/07/2012 8.27

I terremoti non sono mai tutti uguali e così i danni che producono. In Emilia a volte non ti accorgi di quello che è successo se non guardi con attenzione. Molti sono però i capannoni agricoli e le case coloniche in parte crollate o puntellate ed è difficile trovare una chiesa rimasta in piedi. Tutte le chiese della Diocesi di Modena nella bassa sono state dichiarate inagibili e il panorama è desolante. Andando verso Rivara, frazione di San Felice sul Panaro, si incontra anche una piccola cappella che fa fatica a non crollare. Nel centro, invece, una chiesa che ha perso il tetto è stata coperta con un telo bianco e la si nota subito, sembra un paziente sul tavolo operatorio avvolto dal lenzuolo.
Ho fatto questo giro tra i paesi colpiti per partecipare a San Felice sul Panaro, a “Il Cantiere della Fantasia”, un'iniziativa della casa editrice Franco Cosimo Panini che ha chiamato a raccolta gli autori di libri per ragazzi e tutti coloro che con disegni, colori, racconti e musica possano offrire ai bambini dei centri estivi del Modenese un’occasione per imparare nuovamente a guardare al domani con fiducia e spensieratezza.
Dopo essere tornato da questa esperienza e averne scritto su Famiglia Cristiana e Facebook, già altri amici autori hanno deciso di partecipare. In fondo si da poco e si riceve molto.
Il mio laboratorio si chiamava “Crea, Riusa e Ricicla!”. E allora tante mani alzate quando l'animatore fa le domande: molti conoscono il simbolo internazionale del riciclo e sanno perfettamente che con la plastica riciclata si può produrre un pile oppure che è meglio riusare una bottiglia di vetro piuttosto che riciclarla. Quando si parla di “effetto serra” il concetto è chiaro a tutti: “ci hanno messo in una tenda in 50!”.
Al Centro estivo si realizza un giornalino che contiene anche il menù della settimana (oggi pasta al pomodoro e cotoletta di pollo) e le previsioni del tempo: per questa settimana pare che il meteo farà respirare chi vive nelle tende. Altrimenti c'è sempre la piscina, dove i volontari arrivati da Germania, Russia e Corea accompagnano i bambini ed è l'occasione anche per imparare un po' di inglese.
Girando per San Felice mi accorgo che sono molte le tende spontanee, oltre ai campi organizzati.
Nella piazza principale si trova il teatro, dai bei lampioni liberty, che sembra intatto esternamente, ma dentro è completamente crollato. Molti punti di ritrovo tradizionali in questa cittadina di 16 mila abitanti non esistono più e dalle transenne si vedono macerie a terra che ancora non sono state rimosse. Il ricordo di quello che ho visto all'Aquila è ancora vivo in me.
Normalità è...andare a prendere un gelato la sera dopo cena. E così il “Cicci”, il gelataio, si è attrezzato e ha aperto nel giardino di casa sua in una casetta di legno prefabbricata, visto che la sua gelateria in centro è inagibile. Fino a mezzanotte è un allegro via vai di giovani e famiglie.
C'è anche chi ha pensato ai cani: a Medolla hanno aperto un “soggiorno estivo” per i quattrozampe, visto che i proprietari ora vivono in tenda. Stanno tutti insieme, dal piccolo meticcio al San Bernardo, fino ai gatti. Anche gli animali hanno dei teli per ripararsi e anche loro sono alle prese con le prove pratiche di convivenza.
Per i ragazzi, i centri estivi sono un mondo meraviglioso, ma c'è chi aspetta di andare in vacanza con la famiglia, oppure ospite delle località balneari toscane che hanno invitato i bambini emiliani colpiti dal sisma. Tante le domande: “E a settembre dove giocheremo a calcio, ora che ci sono le tende nei campi sportivi?”.
Cosetta Zanotti, autrice di libri per bambini, coinvolge i più piccoli in un laboratorio in cui devono tirar fuori le loro emozioni, associarle a un colore e a un profumo. Il risultato finale è un mix di profumi non proprio gradevole. Un bambino odora e ha un espressione soddisfatta: “Per me è il profumo della felicità”. La Zanotti si incuriosisce: Perchè? “E' l'odore dei miei calzini sporchi dopo che ho vinto una partita a calcio!”.
“E’ faticoso organizzare, ma le soddisfazioni sono impagabili: vedere con che dedizione e solidarietà gli autori danno il loro tempo e talento ai bambini, ognuno a modo suo, e vengono fuori cose straordinarie, sguardi profondi. Altan ci ha disegnato il logo” spiega Federica Previati, che lavora all’ufficio stampa della Panini e coordina il progetto.

Federica è di San Felice sul Panaro e i primi tempi si è risollevata dal terremoto lavorando a Modena, dove la vita continuava a scorrere normalmente, “mi sembrava di andare in vacanza”.
La sera però il ritorno è sempre le macerie e in vacanza non c'è ancora andata perché sta organizzando “Il Cantiere della Fantasia” e si sposta ora tra il suo paese e gli altri colpiti dal sisma ma è felice perché ogni giorno ci si guadagna il sorriso dei bambini e si inizia a ricostruire il tessuto umano di relazioni che è alla base di ogni ricostruzione post terremoto.

 

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