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Inviato da: Gabriele Salari
13/03/2009 0.00

L’economista Jeremy Rifkin, da sempre un visionario, nel senso di persona dotata di una “vision” molto forte, in grado di spiegare gli scenari che ci attendono ha parlato oggi all’università di Palermo e ieri a Roma, dove ho avuto modo di ascoltarlo.  Secondo lui ci avviciniamo ad una “Terza rivoluzione industriale”, una vera e propria “Internet dell'energia”, un mondo dove tutti potranno produrre, raccogliere, accumulare e scambiare la propria energia come si fa con le informazioni sul web. Una visione molto ottimista, anche se Rifkin ha ricordato anche come l’Onu stia sottostimando le conseguenze dei cambiamenti climatici. L’importante è accelerare la transizione alle fonti rinnovabili. Come c’è stata l’Età del Bronzo, l’Età del Ferro, anche quella del Petrolio in cui viviamo è destinata a tramontare. Voi sarete ricordati come “the oil people”, ha detto.
Della sua lunga lectio magistralis stranamente non si trova traccia nelle agenzie di stampa, troppo impegnate a riportare cosa hanno detto i politici dopo di lui. Sarà stato perché i giornalisti non hanno ritenuto interessante il Rifkin pensiero o perché non l’hanno capito visto che pochi avevano le cuffiette per ascoltare la traduzione?

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