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Inviato da: Gabriele Salari
07/01/2013 17.31

Mi è stato offerto da due partiti di candidarmi alle prossime elezioni regionali nel Lazio. Ho declinato perché sarebbe incompatibile con l'impegno che ho preso fino a fine aprile con Greenpeace, dove mi occupo dell'ufficio stampa, e in generale perché penso di essere più utile come giornalista ambientale che come consigliere, se e qualora avessi poi avuto effettivamente questa opportunità. Vorrei però elencare brevemente alcuni punti che penso siano ineludibili per chi si candida alla Regione e voglia rappresentare una seria politica ambientalista.
1) Ecologia della politica. La Regione è stata travolta da troppi scandali, sia sotto il centrosinistra che sotto il centrodestra, e deve quindi cambiare radicalmente sotto il profilo dell'onesta gestione della cosa pubblica, delle clientele e degli sprechi.
2) Rifiuti. Roma sta entrando nella spirale kafkiana di Napoli della gestione dei rifiuti.
Non è accettabile per la capitale d'Italia spedire i rifiuti all'estero, aprire una nuova discarica dopo Malagrotta o ancora continuare con una percentuale di raccolta differenziata così insoddisfacente. L'unica strada è l'adozione di una seria politica rifiuti zero sul modello tedesco e di grandi città americane come San Francisco.
3) Aree protette. Sotto la giunta Polverini la politica delle aree protette è stata smantellata e così i risultati raggiunti dall'Agenzia regionale per i parchi. Occorre attenzione per le aree protette, sia nella loro funzione ineludibile di tutela del territorio che come possibile elemento di sviluppo ecocompatibile.
4) Acqua. L'anno inizia con l'emergenza arsenico e 128 comuni del Lazio, soprattutto del viterbese, non potranno più bere l'acqua del rubinetto.
5) Valle del Sacco. Anche il Lazio ha un'emergenza ambientale che poco ha da invidiare a quella dell'Ilva di Taranto, un'intera valle del Frusinate in emergenza ambientale e sanitaria perenne da 30 anni, come ha recentemente documentato anche un'inchiesta di Report.
Anche in questo caso le responsabilità sono equamente distribuite tra centrodestra e centrosinistra e mi auguro che la nuova giunta voglia finalmente affrontare la questione come finora non è stato fatto.
6) Mobilità. I pendolari del Lazio hanno diritto, pur in questo momento di crisi economica, anzi a maggior ragione, di trasporti degni di un paese civile. Cosa aspettiamo a trasformare il trenino Roma-Ostia in una metropolitana di superficie e a potenziare i collegamenti tra la capitale e Viterbo?
7) Isole. Il Lazio ha due isole, Ponza e Ventotene (nella foto), che potrebbero diventare i nostri fiori all'occhiello, ma molto c'è da lavorare sull'abusivismo edilizio, la mobilità sostenibile e i collegamenti, con attenzione non solo ai turisti ma anche a chi ci vive 365 giorni l'anno.
Naturalmente potrei continuare, ma credo che questi spunti siano già troppi, chissà che qualche candidato non voglia farli propri pubblicamente. Viva le primarie delle proposte e non dei volti!

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