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Inviato da: Gabriele Salari
01/03/2013 17.04

Irene e Diego annunciano il loro matrimonio. Nulla di eccezionale, certo, se non per gli amici e i parenti, ma dipende da come leggiamo le cose. In un Paese in cui i matrimoni vanno a picco (sono anni che non si sposa un mio amico stretto...) e i matrimoni religiosi in particolare questa è già una notizia. Aggiungeteci che l'annuncio è
stato dato agli amici ieri, giorno dei risultati elettorali che consegnano il Paese al caos con un “habemus datam” nell'oggetto della mail, che ci ricorda che “non habemus Papam”.
Insomma in un momento di forte smarrimento come questo decidere di sposarsi ha un contenuto rivoluzionario, soprattutto se si è giovani e alla base del progetto c'è quello di realizzare una famiglia. La crisi che stiamo vivendo purtroppo non durerà 5-10 anni ma molto di più perché sta avvenendo un cambiamento epocale nell'economia, con
l'ascesa di Brasile, Cina e India (e un certo avanzamento anche in Africa) per la quale noi dovremo necessariamente impoverirci. E non ci saranno più nonni o genitori che lasceranno la casa ai figli e tanto meno il lavoro, che non c'è.
La crisi ecologica poi ridurrà fortemente la nostra qualità della vita soprattutto per una coppia che pensa di vivere la sua vita in una delle città più inquinate e caotiche d'Italia. Per questo la scelta di Irene e Diego ci piace, per quella follia che ha in sé. Essendo ancora giovani Irene e Diego potrebbero come molti miei amici costruire all'estero il loro futuro, per esempio come ha fatto Pietro in Nuova Zelanda o Andrea in Svizzera, Paesi che premiano il merito e di medici
c'è sempre bisogno.
Non è un suggerimento naturalmente, restare a difendere il fortino Italia è sempre una scelta apprezzabile, meglio se contrastando la deriva in cui stanno precipitando l'ambiente e la politica nel nostro Paese.

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