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Inviato da: Gabriele Salari
13/05/2013 9.25

I ragazzi sono spesso più sensibili e preparati degli adulti sui temi ambientali. E anche più ottimisti, ragione di grande speranza, come dimostra la mia esperienza con gli alunni di una scuola elementare romana. La settimana scorsa ho incontrato 75 ragazzi di terza elementare del Convitto Nazionale di Roma per parlare del mio libro “N come Natura”.
Come sempre i piccoli mi hanno dato una bella lezione di ottimismo e acume. Enrico, ad esempio, ha detto: "Nel libro scrivi che il buco dell’ozono si chiuderà nel 2080, ma se l’uomo si impegna non riusciamo a farlo chiudere prima che io abbia 87 anni?".
Bravo Enrico, mi ha colpito molto questa riflessione, perché spesso noi adulti non ci rendiamo conto dei danni che procuriamo all’ambiente che ricadranno sulle future generazioni. Se il buco dell’ozono potrebbe in effetti essere archiviato come problema nell’arco anche di “solo” mezzo secolo, diverso il discorso delle scorie nucleari che lasciamo ai posteri. Si parla di migliaia d’anni, un po’ come se gli Antichi Egizi avessero seppellito nelle piramidi cesio, stronzio e uranio…
Parlare di ambiente, insomma, è qualcosa di molto concreto e questo era il messaggio che volevo lasciare a questi giovani lettori. “Quanto avete impiegato in pullman per venire in libreria?” Ci avevano messo quasi un’ora perché avevano preso un pullman per fare una manciata di chilometri che, dovendo entrare nel centro storico, era rimasto impantanato nel traffico. Per la stessa distanza io in bici avevo impiegato 15 minuti, un quarto del tempo. “E se voi foste venuti a piedi da scuola ci avreste messo mezz’ora, il doppio di me, ma sempre la metà del bus e senza inquinare”.
La bici pieghevole era accanto a me nella presentazione, ormai è quasi come un’estensione del corpo, e poi avevo altri due oggetti di uso quotidiani che hanno incuriosito i ragazzi: la mia borsa di sughero, che sembra di pelle (eppure hanno indovinato il materiale, bravi!) e il cellulare con il pannello solare, anche questo "oggetto misterioso" presto identificato.
Insomma i ragazzi oggi sono svegli, ben informati e attenti, incontrarli è sempre motivo di grande soddisfazione. Non credo che loro salveranno il mondo, come vuole la retorica, ma di certo masticano i temi ambientali molto di più di tanti adulti.

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