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Inviato da: Gabriele Salari
24/03/2009 0.00

Questa mattina alla fermata Metro di Colosseo c’era un vento  caldo ed un cielo grigio. All’improvviso abbiamo visto i climber di Greenpeace calarsi dalla terrazza con uno striscione mentre alcuni attivisti avevano aperto degli striscioni davanti ai tornelli ed altri distribuivano volantini. Volevano informare i cittadini del rischio che per i lavori di ristrutturazione e ampliamento della metropolitana di Roma si usi legno illegalmente tagliato in Liberia. Nel frattempo al porto di Ravenna gli attivisti sono intervenuti per marchiare il legname a cui si sono incatenati chiedendo l’intervento del Corpo forestale dello Stato e dell’ente certificatore FSC.
La maggior parte del carico, giunto a Ravenna, è stato acquistato dall’azienda Interwood Srl, che ha recentemente vinto un appalto di 720 mila euro con MeT.Ro Roma Spa, l’azienda responsabile della gestione e dell’ampliamento della metropolitana di Roma. Interwood, informata da Greenpeace, si è dimostrata disponibile a un incontro per dare spiegazioni e stabilire un dialogo.
L’Italia è, ancora oggi, uno dei porti più importanti per l’ingresso del legno illegale in Europa. Per questo motivo il nostro Paese ha l’obbligo morale di assumere un ruolo determinante nel promuovere soluzioni adeguate. 

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