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Inviato da: Gabriele Salari
09/12/2013 13.23

Due mesi per parlare della Garbatella sono pochi, considerando anche la ricchezza di questo quartiere che ha poco più di un secolo di storia (proprio come il mio quartiere di provenienza!).
Certo è che è una scoperta continua e affascina questo amalgama di passato e presente. Se vai alla pasticceria Gori trovi le foto storiche e altri esiti della ricerca del pasticcere, storico per diletto.
Se cammini nel cuore del quartiere ti imbatti nella Casetta rossa, probabilmente il centro sociale più chic della capitale che ben testimonia la trasformazione di questo quartiere rosso e popolare che si sta “gentrificando” come dicono quelli che parlano bene. La gentrification la vedi da questo centro sociale, da come vengono restaurate quelle poche case storiche che passano di mano e da altri piccoli segnali. Al mercato dei contadini incontri gente che viene qui da Monteverde vecchio, ma anche che si trasferisce a Garbatella direttamente. E oggi su una macchina posteggiata ho notato l’adesivo che dà ai residenti il Comune di Porto Ercole. E’ uno staus symbol da Parioli anni ’80 ed evidentemente è arrivato anche qui. Non vedo i bollini del Canittieri Aniene, quelli sì che vengono usati sulle auto per esibire il proprio status sociale, ma qui siamo lontani dal Tevere dei circoli e più vicini a quello raccontato in “Sacro Gra”.

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