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Inviato da: Gabriele Salari
10/07/2014 22.39

“Balene a prua, balene…”il capitano Joel entra nel nostro ufficio sul ponte alto della Rainbow Warrior per annunciarci l’avvistamento. In un attimo si radunano in prua marinai, ufficiali e binocoli pronti facciamo in tempo a osservare la pinna caudale del cetaceo prima che si immerga di nuovo. Un bellissimo capodoglio. Intanto Joel mette i motori al minimo senza cambiare rotta (la nave di Greenpeace deve arrivare in tempo all’appuntamento che abbiamo) e riusciamo a osservare di nuovo il capodoglio e dopo un po’, a una certa distanza, un gruppo di delfini. Il mare è davvero una tavola e facilita il whalewatching mentre ci impedisce purtroppo di mettere le vele. La Rainbow Warrior, nonostante il peso di 800 tonnellate, è perfettamente in grado di andare a vela, quando le condizioni lo consentono. Dobbiamo accontentarci del motore elettrico, alimentato da un diesel, ma comunque l’efficienza energetica di questa nave rimane alta. Il motore principale, più impattante, non lo usiamo mai. La stessa energia elettrica viene impiegata per spostarci e per i consumi di bordo, come il pc che sto usando ora. Si potrebbero scrivere pagine e pagine su questo fantastico equipaggio, 14 nazionalità diverse, tutti uniti da un unico obiettivo, portare il messaggio “Non è un Paese per fossili” in tutta Italia e poi negli altri Paesi del Mediterraneo. L’emozione più forte, oltre al mare nel quale navighiamo, ce la danno i volontari che ci accolgono in porto col loro entusiasmo. A Genova, ma anche a Civitavecchia, tappa a sorpresa, dove a visitare la nave guidati dai volontari sono stati in mezza giornata, ben 450 persone. A Palermo, poi, non si sa come hanno fatto in mille a trovare la Rainbow, ormeggiata seminascosta nel porto commerciale. L'accoglienza palermitana è stata davvero fantastica (e non parlo solo dei cannoli!).

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