I miei libri
Cerca nel blog
Links
Blog
Blog

Inviato da: Gabriele Salari
28/03/2009 0.00

Nacque tutto per un beluga di nome “Palla di neve”. Era il 1993 e Emilio Nessi raccontò a più riprese su “Topolino” e sul Tg2 la storia di questo splendido cetaceo bianco “arruolato” suo malgrado nella Marina Sovietica per le note capacità di apnea prolungata, immersione profonda e resistenza alle basse temperature, insieme alla facilità di addestramento.
Nessi si spese per la sua “liberazione” partecipando a una campagna che ebbe risonanza internazionale, con Paul Mc Cartney in prima linea. Scrisse un libro su “Palla di neve” da cui poi Maurizio Nichetti trasse un film con Paolo Villaggio e Anna Falchi.
La storia di questo beluga proiettò Nessi nell’olimpo dei giornalisti che si occupano di animali in Italia, anzì lo consacrò come “inviato” su questo fronte e da allora questa sua caratterizzazione è rimasta. Sempre collaboratore esterno, mai organico alle testate, ha lavorato per Il Corriere della Sera e Famiglia Cristiana, La 7 e il Tg2.
Conobbi Nessi telefonicamente proprio in quell’anno, avevo 19 anni e avevo iniziato da tre anni a fare il giornalista occupandomi di ambiente e di animali. Nessi era un modello per me e volevo capire da lui come fare. Mi rispose a modo suo, in maniera un po’ burbera e schietta, come tutti lo conosciamo. Se due anni dopo andai in Canada per vedere i beluga in natura, nel fiume San Lorenzo, è sempre per “colpa” di Nessi e di “Palla di neve”.
Da allora, e sono passati 16 anni, questo filo non si è mai rotto. Uno dei primi servizi della trasmissione “King Kong” di Licia Colò, dove ho lavorato nel 1999, fu su un altro beluga che aveva la stessa storia alle spalle di “Palla di neve”; poi a Greenpeace e ora al Corpo forestale Nessi era di casa. Giornalista e scrittore ma anche fotografo e autore lui stesso di riprese video, era il prototipo del moderno giornalista multimediale, a tutto campo.
Apparteneva alla vecchia guardia, l’inglese non lo masticava e questo era un suo limite, ma la passione per gli animali lo ha reso protagonista di crociate animaliste storiche.
Stava sempre sulla notizia, pronto a mettersi in viaggio, a salire su un elicottero o una nave, per raccontare una storia di animali in difficoltà. L’ultima volta che ci siamo sentiti, la settimana scorsa, era per un servizio sulle anguille. Sono ora tutelate dalla Convenzione di Washington o Cites e il giorno stesso della decisione resa nota da Losanna, dal Segretariato della Convenzione, Nessi ha chiamato la Forestale per realizzare un servizio. Emilio, ci mancherai.

Tags:

Nome:
Titolo:
Commento:
Aggiungi Commento    Annulla  
Tweet