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Inviato da: Gabriele Salari
06/07/2009 0.00

di Gabriele Salari, da Plein Air, luglio/agosto 2009
 
"Abruzzo forte e gentile" lo definì Primo Levi. Ed è così che si sta risollevando anche il turismo in questa terra dei parchi, una realtà economica colpita ingiustamente perché il sisma non ha certo colpito il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, i cui centri sono in molti casi lontani dall’epicentro quanto la città di Roma. Eppure, se nella Capitale i turisti non mancano, nel parco le disdette fioccano per questa associazione mentale indotta dai media tra “abruzzo” e “terremoto”.
C’è chi si da’ da fare per mostrare a tutti che siccome non ci sono stati danni, non c’è motivo per non visitare il parco, ma gli operatori turistici sono preoccupati. Gli alberghi registrano poche prenotazioni e solo da turisti di passaggio, spesso stranieri. Cesidio Pandolfi, della cooperativa Ecotur di Pescasseroli, è ottimista su una timida ripresa: “gli inglesi hanno confermato le prenotazioni, i francesi addirittura vengono per solidarietà in questi luoghi e qualche giorno fa abbiamo accompagnato una scuola elementare romana che aveva scelto il nostro parco proprio per dimostrarci la loro vicinanza. Questi bambini sono stati premiati perché, arrivati al Rifugio del Diavolo, hanno visto mamma orsa con i piccoli a 300 metri da loro, uno spettacolo a cui non è così facile assistere con una scolaresca!”.
A Civitella Alfedena, cuore storico del parco, opera un’altra cooperativa: “Sta avendo successo il trekking con i muli perché è una novità – spiega Pietro Santucci, de “La Betulla” – ma siamo noi a cercarci i turisti perché quelli che abitualmente frequentano il parco non vengono più”.
Un’altra bella iniziativa de “La Betulla”, d’accordo con gli psicologi della Protezione Civile che operano nei campi dell’Aquila, è quella di ospitare nei trekking, a turno, famiglie di sfollati. Un modo per evadere e rigenerarsi. E chissà che non capiti ad altri ragazzi di vedere l’orso, visto che ormai la mitica Gemma con i suoi due piccoli è diventata una star mostrandosi spesso ai turisti.
“Il terremoto non può e non deve cancellare il turismo che può essere una risorsa determinante per risollevare l’Abruzzo dalla lunga onda del sisma” afferma Stefano Di Marco, vicepresidente   del
CTS. “La ricostruzione dovrebbe essere oltre che materiale anche culturale. Andare in vacanza in Abruzzo sarà certamente un modo per aiutare l’economia delle popolazioni terremotate a risollevare il capo da questa terribile tragedia. Occorre, tuttavia,   un importante rilancio dell’immagine della regione   che   consenta   una   ripresa vitale dell’economia turistica, contrastando il fenomeno paura che dilaga tra i turisti”. Sul sito della Federparchi, e sui siti ufficiali dei parchi abruzzesi, nella sezione “Ospitalità”, si può consultare un elenco delle moltissime strutture ricettive (alberghi, bed & breakfast, agriturismi, campeggi) agibili e funzionanti, contrassegnate da una icona verde. È il caso, ad esempio, dei rifugi del Gran Sasso, nell'omonimo parco nazionale, che, nonostante la vicinanza alle zone interessate dal terremoto, non hanno subito danni. Anche la rete sentieristica del parco è interamente fruibile, a parte qualche eccezione come il sentiero verso le Gole del Salinello, a Ripe di Civitella dove si stanno mettendo in sicurezza i massi e quindi anche il Museo della Grotta Sant'Angelo è chiuso. Sono fruibili, invece, gli altri musei del parco. La funivia del Gran Sasso, infine, riaprirà il 1 agosto, ma si può comunque raggiungere Campo Imperatore con l'automobile o il veicolo ricreazionale per una piacevole vacanza, come sempre.

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